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Centro Studi Confindustria Marche - Indagine congiunturale III trimestre 2014

05/11/2014


Terzo trimestre 2014 debole per l’industria manifatturiera regionale, con attività produttiva e commerciale sull’estero in calo.
Secondo i risultati dell'Indagine Trimestrale condotta dal Centro Studi di Confindustria Marche, in collaborazione con Banca Marche, nel trimestre luglio-settembre 2014, la produzione industriale ha registrato un moderato calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-0,2%), più limitato di quello rilevato in Italia nel bimestre luglio-agosto 2014 (-2,0%). A livello settoriale, le variazioni negative hanno interessato solo alcuni settori dell’economia regionale (Minerali non metalliferi, Meccanica, Alimentare), mentre gli altri hanno fatto registrare variazioni positive, anche se contenute.

Le dichiarazioni degli operatori intervistati confermano il permanere di un elevato clima di incertezza, in particolare nella sua componente di medio termine, legato alla selettività delle condizioni della ripresa. La quota di operatori con attività stazionaria o in calo è ulteriormente salita (68%), a fronte di una flessione della quota di aziende interessate da miglioramenti dell'attività (30% contro 34% della rilevazione precedente).

In calo l'attività commerciale complessiva: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una flessione dello 0,3% (-0,4% nel secondo trimestre 2014) rispetto allo stesso trimestre del 2013, con andamento stazionario sul mercato interno e negativo su quello estero.
Le vendite sul mercato interno hanno registrato una variazione pari allo 0,2%, con flessioni nei Minerali non Metalliferi, Tessile- Abbigliamento e Calzature. Positivo il dato per la Meccanica, l’Alimentare e il Legno e Mobile.
Le vendite sull'estero hanno mostrato un calo in termini reali pari allo 0,9%, a causa della flessione che ha interessato i principali settori dell’economia regionale (Meccanica, Alimentare, Tessile Abbigliamento e Calzature).

Le incertezze che caratterizzano l’attuale fase congiunturale si associano a una dinamica dei prezzi abbastanza contenuta, con incrementi dello 0,7% sull’interno e dello 0,8% sull’estero. I costi di acquisto delle materie prime sono risultati in aumento sia sull’interno (1,0%), sia soprattutto sull’estero (1,3%).

Nella media del trimestre luglio-settembre 2014, i livelli occupazionali hanno registrato un contenuto recupero (0,3%). Nello stesso periodo, le ore di cassa integrazione sono scese da 13,8 milioni del 2013 a 8,5 milioni (-38,2%).
In aumento sono risultati solo gli interventi straordinari (+48,9%), passati da 2,8 milioni di ore del terzo trimestre 2013 a 4,2 milioni di ore del terzo trimestre 2014. In netta diminuzione invece sono risultati sia gli interventi ordinari, passati da 4,5 milioni di ore del terzo trimestre 2013 a 1,8 milioni di ore del terzo trimestre 2014 (-60,7%), sia gli interventi in deroga passati da 6,5 milioni di ore del terzo trimestre 2013 a 2,6 milioni di ore del terzo trimestre 2014 (-60,3%).
Dall’analisi dei dati per ramo di attività emerge una diminuzione delle ore complessive autorizzate nell’industria (-22,8%), nell’edilizia (-38,9%), nell’artigianato (-54,4%), nel commercio (-62,4%) e nei settori vari (-86%).

Le previsioni degli operatori riguardo alla tendenza delle vendite per i prossimi mesi sembrano orientate al permanere di una situazione difficile, sia sul mercato interno, sia sul mercato estero.

“Seppur contenuto nell’entità e meno negativo dell’andamento nazionale, il dato relativo al terzo trimestre 2014 - dichiara il Presidente di Confindustria Marche Nando Ottavi - conferma la presenza di un quadro congiunturale ancora incerto, che frena il percorso di recupero che il sistema produttivo regionale sembrava aver avviato nei primi mesi del 2014. Ne sono alla base la perdurante debolezza della domanda interna - nonostante i segni positivi di alcuni settori - e le condizioni sempre più selettive sui mercati esteri. In particolare, in questo trimestre si è ulteriormente ridotto il contributo alla ripresa fornito dalla domanda estera, complessivamente più limitato e più concentrato in specifiche nicchie/ambiti di mercato. In tale quadro, appare ancora più evidente il vantaggio di un approccio ai mercati internazionali fortemente focalizzato e indirizzato a specifici mercati di riferimento.”

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