Indagine congiunturale I trimestre 2013

14/05/2013

L'Indagine trimestrale è realizzata dal Centro Studi di Confindustria Marche in collaborazione con Banca Marche.

Attività produttiva e commerciale in calo per l’industria regionale anche in apertura d’anno, con risultati negativi trainati in larga parte dalla dinamica molto difficile della domanda interna. Secondo i risultati dell'Indagine Trimestrale condotta dal Centro Studi di Confindustria Marche, in collaborazione con Banca Marche, nel trimestre gennaio-marzo 2013 la produzione industriale ha registrato una flessione del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-6,2% in Italia), con variazioni negative che hanno interessato tutti settori dell’economia regionale.

Le dichiarazioni degli operatori intervistati confermano il permanere di condizioni ancora difficili. Rispetto alla rilevazione del quarto trimestre, resta stabile la quota di aziende interessate da miglioramenti dell'attività (30% contro 31% della rilevazione precedente) e la frazione di operatori con livelli produttivi in calo (46% contro 45% della rilevazione del quarto trimestre).

Ancora una flessione dell'attività commerciale complessiva nel primo trimestre 2013: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una contrazione del 3,2% (0,6% nel quarto trimestre 2012) rispetto allo stesso trimestre del 2012, con andamento fortemente negativo sul mercato interno. Le vendite sul mercato interno hanno registrato un calo del 7,3%, con variazioni negative per tutti i settori. Le vendite sull'estero hanno mostrato una lieve flessione (-0,4% in termini reali), con variazioni negative per Minerali non Metalliferi, Legno e Mobile e Gomma e Plastica. Positivi gli altri settori.

Le incertezze che caratterizzano l’attuale fase congiunturale si associano a una dinamica dei prezzi abbastanza sostenuta, con incrementi dell’1,2% sull’interno e dello 0,9% sull’estero. I costi di acquisto delle materie prime sono risultati in aumento sia sull’interno (1,5%), sia sull’estero (1,2%).

Nella media del trimestre gennaio-marzo 2013, i livelli occupazionali hanno registrato un calo dell’1,0%. Nello stesso periodo, le ore di cassa integrazione sono passate da 7,4 milioni del 2012 a 9,3 milioni (+26,5%). In aumento sono risultati sia gli interventi straordinari (+35,4%), passati da 2,4 milioni di ore del primo trimestre 2012 a 3,3 milioni di ore del primo trimestre 2013, sia, soprattutto, gli interventi ordinari (+174,7%), passati da 1,6 milioni di ore del primo trimestre 2012 a 4,4 milioni di ore del primo trimestre 2013. In flessione invece sono risultati gli interventi in deroga, passati da 3,4 milioni di ore del primo trimestre 2012 a 1,7 milioni di ore del primo trimestre 2013 (-50,8%).

Le previsioni degli operatori riguardo alla tendenza delle vendite per i prossimi mesi sembrano orientate al permanere di una situazione difficile, in particolare sul mercato interno. Più ottimistiche, invece, anche se ancora non generalizzate tra le imprese e confinate in alcuni comparti e mercati, le previsioni per la domanda estera.

“Il dato relativo al primo trimestre 2013 segnala il proseguire della fase di marcato rallentamento che ha interessato il sistema produttivo regionale nel corso degli ultimi semestri – dichiara il Presidente di Confindustria Marche Nando Ottavi - fase che è apparsa in attenuazione soltanto nell’ultimo trimestre del 2012”. Il dato relativo al primo trimestre 2013 disattende, dunque, le aspettative di una ripresa rapida della domanda, in particolare interna, prima della pausa estiva. “Le condizioni difficili sul fronte della liquidità e del credito, da un lato, e le sfavorevoli previsioni sul reddito e sull’occupazione, dall’altro, pesano sulla capacità di recupero del sistema e spostano alla seconda metà del 2013 le previsioni di un recupero significativo dell’attività produttiva. Restano ancora favorevoli, seppur sottotono rispetto alle previsioni e confinate in specifici ambiti geografici e merceologici, le aspettative riguardo alla domanda estera, verso la quale le imprese del sistema produttivo regionale stanno ponendo una crescente attenzione e orientando in maniera crescente le attività commerciali”.
 

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