Contraffazione: un danno per l’economia italiana stimato in 460 miliardi di euro. Pesa anche l’Italian sounding: 90 miliardi di euro

08/11/2019

L’evento spettacolo rivolto alle scuole superiori della provincia di Ancona ieri mattina nella sede di Confindustria ad Ancona: un roadshow che sta attraversando il paese con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sul tema


Sala gremita ieri mattina nella sede di Confindustria ad Ancona per “Tutto ciò che sto per dirvi è falso”, evento spettacolo organizzato e promosso dal gruppo tecnico Made in di Confindustria in collaborazione con Confindustria Marche, Ufficio Scolastico Regionale per le Marche e ADI, Associazione per il Design Industriale e rivolto agli studenti delle scuole superiori della provincia di Ancona.

Obiettivo dell’incontro contribuire a fare cultura proprio tra i più giovani su una piaga del nostro mondo: la contraffazione e l’italian sounding che arrecano seri danni non solo all’economia e al sistema produttivo italiano, ma anche alla salute delle persone, alla dignità umana e all’ambiente.

“Le Marche rappresentano una delle regioni più manifatturiere di Italia, fortemente caratterizzate dai settori del Made in Italy e quindi maggiormente esposte all’impatto negativo della contraffazione – ha detto Claudio Schiavoni, Presidente Confindustria Marche nel suo discorso di benvenuto. - I prodotti delle Marche si sono contraddistinti nel tempo e nei mercati per qualità, originalità, design in moltissimi settori che ancora rappresentano una eccellenza del nostro Paese: dalla calzatura all’abbigliamento, alla meccanica e all’elettrodomestico, fino all’agroalimentare. Le nostre potenzialità di crescita vengono oggi fortemente minate da un crescente livello di contraffazione che non viene sufficientemente percepito: un danno reale ed effettivo da contrastare a tutti i livelli”.

“Ogni euro di prodotto contraffatto che voi acquistate finisce nella mani della malavita organizzata ” così Paolo Bastianello, presidente del Gruppo Made In ha introdotto il tema della contraffazione agli oltre 200 ragazzi provenienti dagli Istituti Scolastici della provincia di Ancona.
“E voi giovani - ha continuato Bastianello - siete i più esposti perché siete i più tolleranti all’acquisto di prodotti contraffatti: il 41% di voi ritiene accettabile acquistare prodotti contraffatti e il 15% in età tra 15 - 24 anni sostiene di aver acquistato consapevolmente prodotti contraffatti. Ecco perché oggi siamo qui a parlare con voi, utilizzando linguaggi diversi e più coinvolgenti: perché vogliamo cambiare la cultura”.

“Oltre ai numeri, già di per sé significativi, l’utilizzo di prodotti contraffatti mette a rischio anche la vostra salute – ha detto nel suo saluto Gino Sabatini, Presidente della Camera di Commercio Unica che ha sottolineato che “la contraffazione è materia delicatissima che porta danni economici, perdita di posti di lavoro a causa della concorrenza sleale e danni alla salute”. E ha esortato i ragazzi a “essere curiosi sempre, e a cercare il perché delle cose”.

“Dotatevi di intelligenza critica - ha aggiunto il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Marco Ugo Filisetti – Non siate gregge che va al massacro al latrato dei cani ma siate squadra nella quale svolgere il vostro ruolo attivo all’interno della comunità in cui vivete. Un plauso a Confindustria che si è impegnata concretamente sul tema e ha reso possibile la partecipazione di così tanti ragazzi ad un evento davvero importante: come Ufficio Scolastico Regionale daremo seguito a questa giornata per non disperdere il prezioso patrimonio di informazioni che abbiamo ricevuto”.

Al centro dell’incontro lo spettacolo teatrale di Tiziana De Masi “Tutto ciò che sto per dirvi è falso” che ha sensibilizzato i ragazzi sul tema della contraffazione usando il linguaggio scenico, delle parole ma anche delle immagini e de suoni. Parola chiave dello spettacolo, è stata la curiosità, come già anticipato dal presidente Sabatini.

L’evento si è concluso con una tavola rotonda a cui hanno partecipato l’assessore regionale alla legalità Fabrizio Cesetti, il Maggiore Vito Manna della Guardia di Finanza e due testimonianze imprenditoriali: quella di Maily Nguyen dell’azienda Premiata di Montegranaro e Gianfranco Tonti dell’azienda IFI di Tavullia.

Dalle provocazione di Cesetti “vietiamo la vendita di medicinali via internet” alla richiesta di Manna “aiutateci voi a contrastare il fenomeno della contraffazione evitando di comprare prodotti contraffatti, che fa l’altro costituisce un reato perché prevenire è sempre meglio di curare”, il dibattito ha posto l’accento su alcuni casi concreti di contraffazione subiti dalle due aziende, sia in Italia che all’estero.

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Il fenomeno dell’italian sounding consiste nell’attribuire ad un prodotto un marchio il cui “suono” evochi un’origine italiana; il fenomeno interessa prodotti realizzati all’estero i quali, giocando sul “suono” del relativo nome, ingannano i consumatori facendo pensare loro che si tratti di un prodotto Italiano. L’esempio più lampante è quello del Parmesan. A differenza della contraffazione non è legalmente impugnabile e sanzionabile.

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