ESG, la nuova frontiera per le piccole e medie imprese

14/10/2021

Imprese, istituti di credito e Università a confronto in un webinar che ha affrontato uno dei temi cardine della programmazione europea dei prossimi anni


Erano oltre 200 le persone collegate ieri pomeriggio al webinar
“La rivoluzione ESG per le PMI: si può ancora rimandare?”, organizzato da Confindustria Marche in collaborazione con Confindustria Ancona-Piccola Industria e Università Politecnica delle Marche.
 
ESG (Environment Social Governance) è un nuovo modo di fare impresa: le imprese in grado di creare valore per tutti i soggetti interessati, ossia dipendenti, clienti, fornitori e la società in generale, incluso l’ambiente, hanno maggiori probabilità di avere successo e di generare ottimi rendimenti.
 
Un concetto chiarito subito da Claudio Schiavoni, Presidente Confindustria Marche, che ha sottolineato come “l’adozione da parte delle imprese del nuovo paradigma ESG consentirà, tra l’altro, di attrarre sempre di più capitali e risorse finanziarie pubbliche e private (compresi i prestiti bancari) verso di loro e già le normative comunitarie e nazionali stanno andando in questa direzione”.
 
“Il tema della sostenibilità va analizzato anche in una logica di mercato – ha affermato il Rettore Prof. Gian Luca Gregori – prendendo in considerazione sia la domanda che l’offerta. Per quanto riguarda l’offerta ci troviamo di fronte a comportamenti molto differenti, in relazione alla cultura aziendale e alle tipologie dimensionali. Anche relativamente al consumatore si riscontrano situazioni diverse ma in generale si può rilevare una maggiore attenzione verso prodotti sostenibili. Un aspetto fondamentale è quanto il consumatore è disposto a pagare in più per un prodotto sostenibile. Molto dipende dalla certezza che il consumatore deve avere di acquistare effettivamente un prodotto o un servizio con queste caratteristiche. Troppo spesso, infatti, sono state riscontrate operazioni di greenwashing, fondate più su informazioni errate che non su aspetti oggettivi. Questo richiama l’importanza della certificazione, ovvero di strumenti normativi che consentano di definire con chiarezza il perimetro della sostenibilità. Al tempo stesso, risulta fondamentale la value proposition cioè la proposta di valore, da parte delle imprese, nell’individuare quelli che sono gli effettivi vantaggi di un prodotto o di un servizio sostenibile. È evidente che questo richiama anche ad una politica di comunicazione adeguata nell’evidenziare e far comprendere al consumatore questi valori”.
 
Del quadro normativo di riferimento ha parlato la professoressa Caterina Lucarelli Docente Università Politecnica delle Marche “Nel 2018, la Commissione Europea ha pubblicato un "Piano d'Azione per la finanza sostenibile", in cui sono state definite, a livello europeo, le azioni necessarie per orientare i flussi di capitale verso investimenti green, contribuendo ad attuare l'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. L’introduzione della Tassonomia, ovvero di un linguaggio condiviso che permetta di definire ciò che è sostenibile, rappresenta il primo passo del “Piano d’Azione” necessario per prevenire le pratiche di greenwashing e per promuovere il finanziamento di progetti autenticamente sostenibili sotto il profilo economico, sociale e ambientale (ESG sta per Environment Social and Governance). Tuttavia, senza informazioni affidabili e comparabili relative alla sostenibilità delle imprese e senza gli strumenti necessari a valutare tali aspetti, il settore finanziario non può canalizzare efficacemente il capitale verso investimenti più sostenibili, e non può identificare e gestire idoneamente i rischi relativi. Per questo motivo, il Piano d’Azione ha previsto l’introduzione di maggiori requisiti informativi per le imprese che saranno chiamate a descrivere come e in che misura le loro attività sono allineate alla Tassonomia. Tali informazioni rappresenteranno la base per la costruzione dei rating ESG, ovvero di strumenti utili al mercato per valutare l’affidabilità dell’impresa nelle tre dimensioni della sostenibilità.”
 
Di particolare interesse per le imprese nel processo della transizione ecologica è il supporto degli istituti di credito. Al webinar sono intervenute Cristina Balbo, Direttore Regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo e Daniela Barco, Responsabile ESG Italia UniCredit
 
“L’impegno sui temi della sostenibilità per Intesa Sanpaolo nasce da lontano, con numerose iniziative che spaziano dall’ambito sociale, culturale e ambientale, per la crescita e lo sviluppo sostenibile e inclusivo del Paese – ha spiegato Cristina Balbo -  In questo momento riteniamo che una delle priorità sia sostenere e accelerare il processo di transizione ecologica delle imprese italiane, che richiederà un percorso di medio-lungo periodo e investimenti dedicati. Per sostenere questa transizione abbiamo messo a punto strumenti finanziari specifici e abbiamo implementato i sistemi di valutazione del merito di credito per valorizzare quelle informazioni qualitative che possano integrare i dati di bilancio con una visione prospettica dei progetti di sviluppo delle imprese. E’ un processo indispensabile, che deve avere al centro il dialogo banca-imprese, per un futuro sostenibile come per la competitività delle aziende, tanto più in questo frangente in cui è prioritario rendere strutturale la ripartenza del tessuto produttivo”.
 
Daniela Barco, Responsabile ESG Italia UniCredit ha commentato: “La sostenibilità è un punto di partenza imprescindibile per la costruzione del nostro futuro. Un processo nel quale anche il sistema bancario gioca un ruolo cruciale. In UniCredit l’impegno e gli obiettivi strategici su ambiente, impatto sociale e governance dimostrano come la sostenibilità sia parte del DNA del nostro Gruppo. I fattori ESG sono sempre più integrati in tutte le aree e le funzioni della banca per aumentare il nostro impatto positivo sulle comunità. La nostra strategia di business ci vede impegnati nel supportare clienti, territori, partner e l'industria in generale, facendo la nostra parte nel finanziare la transizione verso un'economia più sostenibile e inclusiva e nel promuovere la domanda di prodotti green. Ciò al fine di favorire lo sviluppo di un processo virtuoso, in collaborazione con i principali attori coinvolti, valorizzando la sostenibilità del Made in Italy nel lungo periodo”.
 
Molto apprezzate le due testimonianze aziendali di Anna Ferrino, Amministratore Delegato Ferrino & c. S.p.A e Alessandro Salvanelli, CFO Fiorini International Italia S.p.A
 
“Ferrino ha avuto da sempre un modo di fare impresa molto orientato ai valori Esg, dedicando una grande attenzione a tutti i propri portatori di interesse – ha spiegato Anna Ferrino. - Ci rivolgiamo a persone appassionate di vita all'aria aperta quindi la tutela dell'ambiente è per noi estremamente rilevante. Una parte significativa dei nostri prodotti viene inoltre impiegata in situazioni di emergenza dalle organizzazioni umanitarie e questa attività è fondamentale per la nostra missione aziendale. Nel 2018 abbiamo pubblicato il nostro primo report di sostenibilità, uno strumento che ci consente di fissare ogni anno nuovi obiettivi e implementare nuove azioni, perché' il processo di sostenibilità non va mai visto come un traguardo ma come un divenire costante”.
 
“Il rispetto dell’ambiente e la possibilità di far ricadere sul territorio e sulle persone coinvolte parte della ricchezza prodotta dall’azienda è dovere a cui non si dovrebbe sottrarre nessuno – ha detto Alessandro Salvanelli - la possibilità di crescere e di offrire opportunità lavorative e benessere deriva obbligatoriamente dal raggiungimento di questi valori, senza i quali non credo ci possa essere futuro. Nel corso degli anni la nostra società ha sempre cercato di centrare questi obiettivi ed i risultati sin qui raggiunti lo stanno a testimoniare”.
 
“Sostenibilità ed ESG sono megatrend destinati a cambiare in profondità le strategie d’impresa. Su questi temi le PMI hanno agito da precursori, investendo su una sostenibilità di prodotto capace di differenziarle sul mercato e su forme innovative e originali di responsabilità nei confronti del territorio, delle comunità e delle persone. La sostenibilità per le PMI italiane è, quindi, un obiettivo e un valore e non è un caso che una su quattro abbia già compiuto passi concreti sul versante ESG. È un nuovo orizzonte che ridisegna il futuro e offre alle PMI un asset fondamentale di competitività e differenziazione” ha affermato Diego Mingarelli, Delegato al credito Confindustria Marche in conclusione dell’incontro.
 

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