Incontro Confindustria Marche e Giunta Regionale - 1 dicembre 2017

05/12/2017


Per riportare le Marche a livelli di crescita pari a quelle delle regioni più virtuose, superando anche le difficoltà conseguenti il sisma, è necessario accelerare e concentrare le azioni su obiettivi strategici prioritari per un sviluppo economico sostenibile, intelligente, inclusivo.
E’ questa la sfida condivisa nell’incontro tenutosi il 1 dicembre a palazzo Raffaello, tra la giunta regionale presieduta dal Luca Ceriscioli e l’esecutivo di Confindustria Marche guidato da Bruno Bucciarelli.

Secondo Confindustria Marche: essenziale è una politica industriale in grado di valorizzare il manifatturiero. Affrontare le criticità conseguenti al sisma con un approccio proattivo, sistemico e organico partendo dal Patto per lo Sviluppo post sisma per dare risposte tempestive di breve periodo, ma anche con linee di intervento di medio e lungo termine. Progettare le "Marche del futuro" e rilanciare i territori aumentando il potenziale di crescita e competitività delle imprese, migliorando il contesto attraverso una macchina amministrativa efficiente. Più semplificazione e meno burocrazia dunque, nella consapevolezza che l'ammontare delle risorse messe in gioco, fra i fondi nazionali e quelli aggiuntivi comunitari, rappresenta una leva fondamentale per la ripresa e lo sviluppo dopo la battuta d’arresto dovuta alla crisi economica generale e agli ingenti danni causati dal sisma.

"La ricostruzione e lo sviluppo – ha detto il presidente Ceriscioli - sono i due assi portanti che ci permettono di dare un indirizzo forte all'attività di governo, coordinando le nostre risorse, quelle europee e quelle nazionali con le energie che le imprese tutti i giorni mettono nel portare avanti il loro lavoro e allo stesso tempo lo sviluppo complessivo delle Marche. Per questo motivo quello con Confindustria è un incontro importante, a metà mandato, per valutare le scelte compiute su temi molto importanti”.

“Al governo regionale – ha detto Bucciarelli - abbiamo presentato in occasione delle elezioni una piattaforma di proposte per la legislatura; a febbraio 2016 abbiamo rifocalizzato alcune linee di lavoro prioritarie condivise, e quella di oggi costituisce una importante occasione di confronto in cui Confindustria Marche ha esposto le sue richieste sugli assi prioritari di intervento, con l'obiettivo di una crescita più significativa. Le priorità di azioni riguardano: il rilancio dei territori , a partire dalla ricostruzione e dalle infrastrutture, e la competitività delle imprese con industria 4.0,internazionalizzazione, risorse umane e giovani. Abbiamo riscontrato una condivisione dei problemi e percepito la volontà del presidente e della Giunta di continuare questo confronto e quindi siamo pronti a collaborare”.
Tra gli assi prioritari di azione posti sul tavolo da Confindustria, ci sono la ricostruzione, il territorio e i lavori pubblici, le reti e le infrastrutture, l’energia e l’ambiente, l’innovazione, la ricerca e l’industria 4.0, l’internazionalizzazione e i mercati globali, la qualificazione delle risorse umane, la formazione dei giovani, il turismo e la cultura per l’attrattività del territorio, le prospettive legate al sisma.

Temi che il presidente Ceriscioli ha collegato direttamente al coinvolgimento delle imprese marchigiane in maniera fattiva nella ricostruzione, parlando di “una visione strategica nell'investimento delle risorse per il rilancio del sistema marchigiano e una progettualità per il proseguo del mandato, che ponga al centro il rapporto con il governo nazionale e dall’altro le opportunità che insieme si possono cogliere con il sistema delle aziende marchigiane, con l'obiettivo di creare occupazione, sviluppo, crescita”. Il presidente ha inoltre assicurato l’impegno per la salvaguardia dell'aeroporto e dell'interporto e per migliorare la viabilità e i collegamenti delle aree interne, ricordando anche le opportunità legate alla costruzione di tre nuovi ospedali nelle Marche e alla ricostruzione post sisma di circa cinquantamila edifici.

Sottolineato da Confindustria anche l'aspetto del credito. Le piccole imprese marchigiane sono infatti fortemente penalizzate dalle crisi bancarie visto che lo sviluppo passa anche per il sostegno delle banche. Essenziale inoltre una politica industriale in grado di valorizzare il manifatturiero e le sfide della innovazione e dell'internazionalizzazione. “Finalità dell'industria marchigiana – ha detto Bucciarelli - è rendere la fascia di imprese virtuose che crescono in modo vivace, sempre più ampia, competitiva e con capacità di traino di tutto il sistema produttivo, non solo manifatturiero, ma anche dei servizi connessi alla produzione, con ricadute positive per tutta l'economia regionale. Massima attenzione all’utilizzo pieno, con efficacia e rapidità, di tutte le risorse comunitarie disponibili, rispettando i target di spesa e le relative tempistiche, per non rischiare il disimpegno automatico delle risorse. Il nostro documento è il frutto di lungo ed accurato lavoro di confronto ed analisi che ha coinvolto Confindustria Marche, Ance Marche, le Territoriali, in una sintesi puntuale e precisa che ha raccolto le istanze del mondo imprenditoriale e di tutte le aree produttive”.All'incontro hanno partecipato e sono intervenuti i Presidenti delle Territoriali Pesarini, Schiavoni, Papalini, i past President di Confindustria Marche Guzzini e Pieralisi, per la Consulta attività estrattive Cioli, per la Consulta Turismo Di Sabatino e Antonelli che ha trattato lavori pubblici e territorio.

Nel corso dell’incontro, con l’intervento degli assessori Cesetti, Bora, Bravi, Sciapichetti e Pieroni sono state affrontate nel dettaglio una serie di tematiche strategiche, quali: lo sviluppo del Piano per la banda ultralarga che punta al cento per cento delle utenze collegate al via dal prossimo marzo; i bandi Fesr con particolare attenzione ai 60 milioni impegnati per innovazione, di cui già 15 liquidati, oltre ai 15 milioni sia per la moda che e per il settore legno e per le attività produttive; l’impegno sul fronte del credito con Confidi; il programma relativo alla formazione e all’alta formazione e per gli artigiani; il lancio sperimentale di bandi aperti per 6 milioni di euro per tre anni su pacchetti di ore in base ai fabbisogni; una iniziativa per la formazione manageriale; il rilancio delle filiere produttive tradizionali; il bando sull’autoimpresa e una ulteriore proposta formativa per 2,2 milioni di euro per progetti articolati su cinque azioni che partono dalla alfabetizzazione informatica fino allo sviluppo di profili professionali informatici; il sostegno con la cassa integrazione in deroga su circa 60 vertenze; l’impegno contro l’erosione delle coste e il dissesto idrogeologico (interventi per 50 milioni di euro per dissesti e frane e 11 milioni di euro stanziati per la pulizia del letto dei fiumi e il finanziamento con risorse UE dei lavori per la difesa della costa tra Porto Potenza e Porto Recanati per 11 milioni euro insieme con un programma di tutela lungo tutta la costa marchigiana); l’Osservatorio turismo completamente rinnovato e operativo; gli 11 milioni stanziati per la promozione diretta in Italia e all'estero anche per sostenere la penalizzazione dovuta al terremoto e infine due bandi per imprese private (4,5 milioni cultura creativa e uno per la ricettività).

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