Luci e ombre nel rapporto tra banche e imprese. Gli esiti del sondaggio di Confindustria Marche

11/12/2018

A fronte di una sostanziale stabilità, il 21% delle aziende lamenta un peggioramento. Schiavoni: chiediamo più attenzione al territorio

 
“E’ passato quasi un anno dalla rivoluzione del sistema creditizio locale che ha pesantemente influito sulle dinamiche del rapporto banca-impresa e che ha visto la nostra regione tra le più penalizzate in Italia. Il rapporto Bankitalia ci conferma infatti che solo cinque regioni italiane hanno sperimentato una contrazione dei prestiti alle imprese e una di queste sono proprio le Marche che si attestano ad un -0,5%”. E’ Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Marche, a introdurre i risultati di un sondaggio effettuato ad hoc tra gli imprenditori della regione su un campione di 220 imprese, per la maggioranza manifatturiere.

“Il sondaggio ha evidenziato luci e ombre nel rapporto tra le banche e le imprese negli ultimi tre mesi – ha spiegato Schiavoni – Il dato positivo è che il 71% delle imprese ha dichiarato di aver mantenuto rapporti ‘stabili’ con il sistema bancario: questo significa che le nostre aziende godono in media di buona salute. D’altro canto dobbiamo preoccuparci di quel 21% che ha riscontrato una maggiore difficoltà di accesso al credito”.
Di quali difficoltà stiamo parlando? Al 50% delle aziende è stato rifiutato un nuovo finanziamento, il 37% ha rilevato tempi di risposta troppo lunghi nella concessione dei finanziamenti, il 34% ha subito modifiche unilaterali sfavorevoli delle condizioni bancarie applicate e il 21% ha subito richieste di rientro dei fidi.

“Il dato è ancora più marcato se si guarda alle imprese con fatturato inferiore ai 5 milioni di euro - ha aggiunto Diego Mingarelli, Presidente Piccola Industria Marche e delegato al credito - il 42%, quasi un’impresa su due, ha avuto maggiori difficoltà di accesso, in linea con le indicazioni di Bankitalia che nella sua recente indagine aveva indicato come le imprese di minore dimensione riscontrino mediamente maggiori difficoltà di accesso al credito. La percentuale si riduce al 37% per le imprese con fatturato tra 5 e 10 milioni ed al 26% per le imprese con fatturato superiore ai 10 milioni”.

Tra gli imprenditori marchigiani che hanno lamentato un peggioramento dei rapporti con le banche il 78,6% lamenta una serie di problemi derivati dall’incorporazione di Banca Marche in UBI. “Questo dato non ci sorprende ma desta qualche preoccupazione – ha continuato Schiavoni – ecco perché a tutte le banche protagoniste della riorganizzazione chiediamo una maggiore attenzione al territorio. Le aziende hanno bisogno di banche che le ascoltino, che valutino non solo i numeri, ma anche e soprattutto i loro piani di business e di sviluppo, i valori intangibili, in poche parole che stiano davvero al loro fianco per far crescere insieme il tessuto industriale, vera spina dorsale dell’economia”.

Un ultimo sguardo rispetto all’attuale congiuntura. “La situazione del credito nella nostra regione ci preoccupa soprattutto se, nel medio periodo, l'aumento dello spread dovesse continuare, mettendo a rischio il credito a imprese e famiglie. L'erosione del valore dei titoli posseduti dalle banche ne riduce la capacità di credito e fa salire i tassi d'interesse” ha concluso il Presidente degli industriali.

 

 

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