I nostri soci, le confindustrie di:
Confindustria Centro Adriatico / Confindustria Macerata / Confindustria Marche Nord

Credito e finanza per la crescita delle imprese: il convegno organizzato da Confindustria Marche

06/02/2019

 
Imprenditori da tutta la regione sono convenuti questa mattina nella sede di Confindustria ad Ancona per il Convegno “Credito e Finanza per la crescita delle imprese”. Ospiti d’eccezione Carlo Bonomi, presidente Assolombarda e Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria.

Nell’introdurre il convegno Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Marche ha parlato di “situazione economica preoccupante per le Marche che crescono poco: anche a causa degli eventi sismici, il PIL nel 2017 si è fermato ad un + 0,2% a fronte di una crescita dell’1,6% dell’Italia. Peggio di noi solo il Molise”. E il futuro? “Anche se sono ottimista non lo vedo molto bene soprattutto perché assisto a scelte del Governo più di tipo assistenzialistico che di sviluppo”. Conclude parlando del credito “Il grosso del mercato è suddiviso tra pochi grandi istituti di credito e questo non aiuta. Certo è che anche noi imprenditori dobbiamo imparare a relazionarci con le banche che rimangono uno dei partner fondamentali di cui le aziende hanno bisogno per intraprendere processi di sviluppo e di crescita”.

“Un anno complicato per le PMI sul tema del credito – ha detto Carlo Bonomi - Abbiamo assistito ad una netta riduzione degli impieghi: dal 2011 ad oggi sono stati erogati alle imprese 200 miliardi di euro in meno Siamo un Paese ancora bancocentrico, dobbiamo lavorare di più su strumenti finanziari alternativi che consentano alle aziende di operare le scelte migliori.
Serve un cambio di passo per tutti, imprenditori e banche – ha aggiunto il presidente di Assolombarda - Negli ultimi anni siamo stati costretti a lavorare su un rapporto solo quantitativo, dobbiamo tornare ad un rapporto qualitativo dove la valutazione gli asset immateriali diventa essenziale”.

Tre sono state le aziende che hanno portato una testimonianza legata al rapporto con il sistema del credito e della finanza: Francesco Giustozzi, Direttore Finanziario di Renco di Pesaro, Andrea Montelpare, Fondatore e presidente dell’omonima società di Fermo e Micol Filippetti, CEO del Gruppo Filippetti. Proprio l’imprenditore anconetano ha parlato di strumenti di finanza alternativa “Abbiamo scelto di aprire il nostro capitale al fondo di private equity RiverRock: è stato un percorso impegnativo ma molto formativo. Ci ha aiutato a prendere consapevolezza di dove volevamo arrivare, di quello che ci serviva e di quali compromessi accettare. È stato un impegno finanziario notevole, ma quello che abbiamo pagato in più lo abbiamo recuperato nel corso di un anno.”.

Non crede in un inasprimento del credit crunch Franco Di Colli vicepresidente della Commissione regionale ABI Marche, ma in “una maggior selettività imposta dalle regole europee – e aggiunge “La banca generalista non ha più futuro, serve specializzazione anche nel nostro settore”.

Maurizio Paradisi, presidente della Società regionale di garanzia Marche, ha detto che la “Vera scommessa è stata quella di mettere insieme i mondi del commercio, artigianato e industria e anche le associazioni di categoria in un unico Confidi” e ha ribadito l’importanza del rapporto personale. “Non abbiamo clienti, abbiamo soci e li conosciamo tutti uno a uno”.

Un consiglio agli imprenditori in sala viene da Diego Mingarelli, convinto che la ristrutturazione del sistema bancario nella nostra regione abbia aumentato le difficoltà di accesso al credito. Mediamente nelle Marche il 50% delle aziende ha rapporti con non più di tre istituti di credito: “Oggi è necessario collaborare con più banche per trovare il partner più adatto alla propria impresa e condividere il rischio. La dittatura dei numeri va superata: le banche devono fare uno sforzo e creare degli specialisti di impresa. Le aziende, anche se piccole, hanno problemi complessi”.
Il presidente di Piccola Industria nelle Marche ha aggiunto che “la vera sfida è far crescere le aziende piccole, un passo alla volta partendo dalla cultura di impresa”.

Le conclusioni sono state affidate a Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria.
“L’accesso al credito? Viviamo un momento di grande incertezza politica italiana e di instabilità europea. L’imprenditore non teme i pericoli e difficoltà, né di investire. Teme però l’incertezza, il dubbio, la volatilità. Le piccole imprese soffrono ancora di più di questo clima di incertezza e il governo dovrebbe capire che il primo ostacolo da rimuovere è proprio l’incertezza, anche sul piano finanziario”.
E parlando di piccole imprese ne ha sottolineato comunque la necessità di crescere “Da oggi non esiste più piccolo e bello, oggi diventa fondamentale crescere, investire e questo necessita di una solidità finanziaria. Il nostro ruolo è anche quello di portare a conoscenza degli imprenditori gli strumenti che li aiutino concretamente”.


Appendice: le dichiarazioni di Bonomi su temi nazionali
Sul reddito di cittadinanza
“Il voto del 4 marzo ha dimostrato che ci sono delle necessità a cui dare risposta. Una è la povertà e il reddito di cittadinanza risponde a questa esigenza. Altro è dire che il reddito aiuta le politiche attive del lavoro e la formazione. Non accetto che passi il messaggio che stanno facendo un favore alle imprese. Le politiche del lavoro si fanno con altri mezzi”.
Sulle infrastrutture
“È un Paese fermo e ingessato. L’ultimo codice degli appalti ha bloccato il Paese. Noi dobbiamo riuscire a stimolare investimenti pubblici che trascinino quelli privati. Potremmo far partire da subito 400 cantieri per cui sono già stati stanziati 17 miliardi”.
Sull’Europa
“Temo che il discorso sia: Europa si o Europa no. Noi invece vogliamo dire quale Europa?
Il paradigma europeo del governo mi può anche star bene, alcune politiche europee non ci sono piaciute. Come Confindustria presenteremo un manifesto sull’Europa, noi vogliamo cambiare l’Europa, non uscirne. Non possiamo andare a combattere da soli con colossi come Usa e Cina che vogliono solo conquistarci. Se ci dividono hanno gioco facile”.

Link

  •  

Segui i nostri feed RSS:

Contatti

Confindustria Marche

Via Filonzi, 11 - 60131 ANCONA
Tel 071.2855111 Fax 071.2855120
Codice fiscale 80002450429
info@confindustria.marche.it
posta certificata

 

© Copyright 2019 Confindustria Marche - Credits - Privacy - Cookie policy