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“Orizzonte 2030” leadership e competenze del futuro

06/06/2017


Aiutare le imprese a capire in mutamenti in corso e gli imprenditori ad acquisire le giuste competenze puntando sui fattori abilitanti per crescere.
Uno sguardo al futuro che Confindustria Marche ha voluto condividere con una qualificata platea all'Istao ieri sera con il seminario “Orizzonte 2030” leadership e competenze del futuro”, organizzato da Piccola Industria nazionale.

“La globalizzazione e le nuove tecnologie digitali ci spingono ad innovare prodotti e processi produttivi, organizzazione del lavoro e modo di stare sul mercato: ci impongono di ripensare l'impresa. E sono le risorse umane, le persone, il fattore vincente” ha affermato Bruno Bucciarelli, Presidente di Confindustria Marche portando i suoi saluti al convegno insieme a Pietro Marcolini, Presidente Istao.

Aldo Ferrara, coordinatore del Comitato Scientifico di Piccola Industria di Confindustria - che riunisce esponenti del mondo accademico, Commissione Europea, mondo bancario e professioni e persone che provengono da vari territori - ha sottolineato come il vero tema di oggi sia il cambiamento “che spaventa molto, ma è giusto perché il cambiamento non è mai neutrale”. E sul tema è tornato alla fine Diego Mingarelli, Presidente Piccola Industria Marche, individuando nel cambiamento e nella resilienza le vere leve della crescita a cui ha aggiunto l'innovazione. “Dobbiamo essere trasversali e cercare l'innovazione anche in mondi diversi dal nostro: confrontarsi ma non solo. Dobbiamo anche crescere attraverso l'emulazione di chi è più bravo di noi”.

Di contesto sfidante ha parlato Luca Paolazzi, Direttore del Centro Studi Confindustria e ha cercato di definire i tratti salienti delle imprese più performanti: innovazione, complessità dei prodotti (diversificazione) e presenza sui mercati esteri. E se è vero che non c'è un imprenditore uguale all'altro e ogni impresa è unica, esistono alcuni fattori comuni che possono aiutare a essere migliori: fare un salto culturale, cambiare modo di gestire l'impresa in ottica 4.0, investire in capitale umano e puntare sul brand Italia.

E' toccato a Federico Visconti, Rettore Università Carlo Cattaneo LIUC entrare nel vivo dell'argomento del convegno individuando alcune caratteristiche della
leadership: avere una visione a medio termine prima di tutto e costruire una squadra. Ma non solo: Visconti ha parlato di ambizione 4.0, ovvero la tensione positiva verso obiettivi sempre più sfidanti e di cantiere famiglia-impresa, un tema ancora attuale. “Non ci devono essere equivoci nella gestione, bisogna avere una sana distanza dal familiarismo e creare un ambiente favorevole alla crescita imprenditoriale dei figli. Senza dimenticare gli interventi necessari sul capitale”. E per finire Visconti ha richiamato l'attenzione sulla cosiddetta sharing entrepreneurship: nel futuro le relazioni tenderanno ad essere sempre più intense e tutti gli imprenditori saranno sempre più sollecitati a dialogare, a condividere, a interagire, non solo all'interno della filiera ma con una pluralità di stakeholders.

Stefano Molina - Dirigente di Ricerca Fondazione Giovanni Agnelli ha posto l'accento sulle competenze. “Entro il 2030 potrebbe scomparire il 47% delle attuali professioni e anche quelle che rimarranno potranno avere competenze diverse”. E quali sono le competenze trasversali più importanti nei prossimi anni? Risolvere problemi, comunicare in modo efficace, apprendere in maniera continuativa e lavorare in gruppo.

“A contare saranno sempre più le competenze e meno i titoli di studio - ha detto Molina - anche se paradossalmente ci sarà sempre una maggiore richiesta di laureati. Perché? Per alcune caratteristiche che i laureati posseggono rispetto agli altri: capacità di apprendere rapidamente, visione di insieme, autonomia, capacità di comunicazione, capacità di assorbimento”

L'incontro si è concluso con la testimonianza di Paolo Vitturini, AD di VEGA Ascensori, imprenditore fermano che in un territorio quasi mono prodotto, ha creato nel 2004 un'azienda in tutt'altro settore che oggi fattura 20 milioni di euro e occupa quasi 200 persone. Quali le chiavi del suo successo?
Programmazione precisa e visione, molti investimenti in ricerca e sviluppo, elevata qualità del capitale umano, apertura verso i mercati esteri, grande attenzione ai collaboratori.

E un messaggio finale di stimolo a tutti i presenti: “L'Italia nel mondo è amatissima e noi non ci valorizziamo abbastanza. Quando noi facciamo lo stile nessun americano, nessun tedesco, né tantomeno cinese o russo é in grado di competere con noi”.

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