L'Inail ha diffuso un nuovo studio che aggiorna, a quattordici anni dalla precedente rilevazione riferita al 2009, la stima del costo economico e sociale degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali per il nostro Paese. Il dato che emerge conferma quanto la sicurezza sul lavoro non sia soltanto un obbligo normativo ma una leva concreta di competitività per le imprese.
I numeri del 2023
Secondo l'elaborazione della Consulenza statistico attuariale dell'Istituto, nel 2023 il costo complessivo di infortuni e tecnopatie ha raggiunto i 49,2 miliardi di euro, pari al 2,31% del Pil nazionale. La cifra si compone di tre voci principali:
In media, ogni infortunio sul lavoro costa circa 33mila euro, mentre una malattia professionale supera i 61mila euro.
La prevenzione paga
Il dato più interessante riguarda il legame tra investimenti in prevenzione e riduzione dei costi complessivi: lo studio evidenzia una correlazione inversa tra le due grandezze, a conferma che investire in salute e sicurezza produce un ritorno economico misurabile. Il confronto con il 2009 lo dimostra: nello stesso periodo gli infortuni riconosciuti dall'Inail sono calati del 37%, generando un risparmio stimato di circa 13,9 miliardi di euro per il sistema Paese.
Un investimento, non un costo
I risultati dello studio rafforzano un messaggio che come Associazione portiamo avanti da tempo verso le imprese associate: la sicurezza sul lavoro non è una voce di spesa, ma un fattore di competitività, produttività e sostenibilità del sistema produttivo. L'Area Salute e Sicurezza sul Lavoro di Confindustria Macerata rimane a disposizione delle aziende associate per approfondimenti, consulenza e supporto nell'adeguamento agli obblighi normativi.
Fonte: Inail, "Il costo dei danni da lavoro per l'azienda Italia", settembre 2026”
Costo danni da lavoro, 1030 Kb
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