Indagine su 722 imprenditori. Cardinali: «Se chiediamo alle nostre imprese di cambiare e crescere, la politica industriale deve premiare chi ha quel coraggio»
Le imprese marchigiane affrontano la chiusura del 2026 con maggiore cautela rispetto a prima dell’estate, ma continuano a lavorare sulla propria trasformazione. Circa metà formula previsioni peggiori o più incerte; allo stesso tempo, oltre otto imprese su dieci prevedono interventi per il 2027.
È quanto emerge dall’aggiornamento di ottobre dell’indagine «Le prospettive dell’economia», condotta dal Centro Studi di Confindustria Marche su 722 imprenditori marchigiani. La rilevazione approfondisce le aspettative per la chiusura dell’anno e le strategie adottate dalle imprese per affrontare il cambiamento.
Rispetto all’indagine di luglio diminuiscono le imprese che confermano le previsioni precedenti e aumenta l’incertezza. Rimane contenuta la quota di chi rivede le prospettive in senso favorevole. Il quadro segnala quindi una maggiore prudenza nella valutazione dei prossimi mesi.
Alla cautela si accompagna però una risposta attiva. Nel 2025–26 molte imprese hanno già mo-dificato prodotti, processi e organizzazione. Per il 2027 cresce soprattutto l’intenzione di intervenire sui mercati, sui canali commerciali e sulle collaborazioni con altre imprese. Si amplia anche la gamma degli strumenti utilizzati: una parte crescente del sistema produttivo intende combina-re cambiamenti interni, iniziative commerciali e relazioni lungo le filiere.
Le strategie variano per dimensione e settore: le piccole imprese guardano relativamente di più ai mercati, quelle maggiori a prodotti, processi e alleanze. Intervenire contemporaneamente sull'offerta, sull'organizzazione e le collaborazioni richieste risorse e competenze che le imprese più strutturate possono mobilitare più facilmente. La trasformazione coinvolge ampiamente i diversi comparti, con priorità che suggeriscono interventi di sostegno mirati.
«I dati ci restituiscono un sistema produttivo marchigiano più prudente ma tutt’altro che fermo - commenta il presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali -. È significativo, ad esempio, che la quota di imprese che prevede almeno un intervento di trasformazione salga al 81,8% nel 2027. Questo ci dice che, anche in una fase di forte incertezza, la volontà di investire sul futuro rimane viva. È il messaggio di “Industria Marche 2026 – Il coraggio di cambiare”: aiutare le imprese a strutturarsi, innovare, aprirsi a nuovi mercati e rafforzare le relazioni nelle filiere. La politica industriale deve favorire questi percorsi. Con questo spirito guardiamo anche alla riforma dell’artigianato, senza contrapposizioni, ma verificando che le nuove norme non creino asimmetrie competitive né scoraggino la crescita. Produttività, competenze, investimenti e innovazione sono le leve sulle quali concentrare le nostre energie».
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