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Manifattura marchigiana: avvio d’anno debole, frenano export e sistema moda

01/06/2026

Cardinali: «L’incertezza internazionale continua a pesare sulle prospettive delle imprese. Segnali positivi da alimentare, meccanica e cantieristica»


Primo trimestre 2026 all’insegna della cautela per l’industria manifatturiera marchigiana. Dopo i segnali di recupero emersi nella seconda parte del 2025, l’attività produttiva regionale registra una lieve flessione e conferma la un quadro congiunturale fragile, condizionato dalle tensioni geopolitiche e dalle incertezze che continuano a caratterizzare il commercio internazionale.

Questi, in sintesi, i risultati dell’indagine trimestrale elaborata dal Centro Studi di Confindustria Marche per il periodo gennaio-marzo 2026 su un campione di 297 imprese manifatturiere regionali.
Nel primo trimestre 2026 la produzione industriale marchigiana ha registrato una lieve diminuzione dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, in controtendenza rispetto alla manifattura italiana che nello stesso periodo ha evidenziato una crescita dello 0,4%. Il dato interrompe il moderato recupero osservato nella seconda metà dello scorso anno e conferma la permanenza di condizioni di mercato ancora incerte.
Debole anche l’attività commerciale. Stazionarie le vendite complessive, con una lieve crescita sul mercato interno (+0,3%) e una flessione sui mercati esteri (-0,6%). Rimangono contenute le dinamiche dei prezzi e dei costi delle materie prime, resta stabile l’occupazione.
Sensibili le differenze tra i comparti produttivi regionali. Registra le performance migliori l’alimentare, che conferma una fase espansiva, positivi anche i dati della meccanica e della cantieristica navale, come il contributo della farmaceutica. Permangono invece difficoltà significative per il sistema moda, in particolare per il comparto calzaturiero, che continua a registrare flessioni sia produttive sia commerciali. Deboli anche il legno-mobile e alcuni comparti legati ai mercati internazionali.
Le aspettative degli imprenditori per i prossimi mesi restano improntate alla prudenza. Le previsioni indicano in prevalenza una domanda interna stabile e una moderata debolezza dei mercati esteri, dettata dall’alto livello di incertezza con cui si confrontano gli operatori.
«L’avvio del 2026 conferma un percorso ancora fragile – commenta il Presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali –. Vanno rimarcati i segnali positivi provenienti da alcuni comparti, in particolare alimentare, meccanica e cantieristica, tuttavia non sufficienti a compensare le difficoltà di altri settori strategici dell’economia regionale, a partire dal sistema moda. La debolezza dell’export e le prolungate tensioni internazionali continuano a influenzare le decisioni delle imprese e le prospettive di investimento. I primi impatti del conflitto in Iran sono marcati: rincari dell’energia, calo di fiducia e rialzo dei tassi d’interesse. In questo scenario diventa ancora più urgente rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale e creare condizioni favorevoli alla crescita e all’internazionalizzazione delle imprese».

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