Cardinali: «Il quadro resta fragile ma emergono segnali positivi da meccanica, alimentare, farmaceutica e cantieristica»
Secondo trimestre 2026 all’insegna della stabilità per l’industria manifatturiera marchigiana, con un andamento meno favorevole rispetto alla media nazionale. L’attività produttiva regionale resta pressoché invariata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre la manifattura italiana mostra una dinamica positiva. Il quadro congiunturale regionale rimane fragile e caratterizzato da forti differenze tra i diversi comparti produttivi. Continuano a pesare le tensioni geopolitiche e le incertezze che interessano il commercio internazionale, mentre qualche segnale più favorevole emerge dalla domanda interna.
Questi, in sintesi, i risultati dell’indagine trimestrale elaborata dal Centro Studi di Confindustria Marche per il periodo aprile-giugno 2026 su un campione di 302 imprese manifatturiere regionali.
Nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale marchigiana ha registrato una variazione del -0,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di una crescita dell’1,9% della manifattura italiana. La dinamica regionale si mantiene quindi sottotono rispetto a quella nazionale, confermando una sostanziale stazionarietà dell’attività produttiva e ridimensionando le attese di un più deciso miglioramento del quadro congiunturale.
Debole, ma complessivamente stabile, anche l’attività commerciale. Le vendite sul mercato interno sono aumentate dello 0,5%, mentre quelle sui mercati esteri hanno registrato una flessione dello 0,4%. Rimangono contenute le dinamiche dei prezzi e dei costi delle materie prime, mentre l’occupazione ha registrato una lieve diminuzione dello 0,2% rispetto al dato di fine marzo 2026.
L’andamento dei comparti produttivi continua a presentare forti differenziazioni. Le performance più favorevoli sono state registrate dai mezzi di trasporto, con una crescita della produzione del 7,1%, sostenuta soprattutto dalla cantieristica navale, dalla meccanica (+2,2%), dalla farmaceutica (+1,7%), dai minerali non metalliferi (+1,3%) e dall’alimentare (+1,0%). Permangono invece difficoltà significative per il sistema moda. La produzione del tessile-abbigliamento diminuisce del 3,1%, mentre il comparto calzaturiero registra una flessione del 6,4%. Debole anche la gomma-plastica (-2,8%) e ancora in lieve calo il legno-mobile (-1,0%).
Le aspettative degli imprenditori per i prossimi mesi restano improntate alla prudenza. Le previsioni indicano una sostanziale stazionarietà delle vendite su entrambi i mercati, in un contesto nel quale gli operatori continuano a confrontarsi con elevati livelli di incertezza, pur in presenza di segnali più favorevoli provenienti da alcuni comparti e dalla domanda interna.
«Il secondo trimestre conferma un quadro ancora fragile e una dinamica complessiva della manifattura marchigiana meno favorevole rispetto a quella nazionale – commenta il Presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali –. I risultati positivi di meccanica, alimentare, farmaceutica e soprattutto della cantieristica mostrano che una parte importante del nostro sistema produttivo continua a mantenere una buona capacità competitiva. Restano tuttavia significative le difficoltà del sistema moda e di altri settori maggiormente esposti alla debolezza della domanda e all’incertezza internazionale. La tenuta del mercato interno rappresenta un elemento positivo, ma per consolidare la ripresa è necessario rafforzare investimenti, competitività e presenza sui mercati esteri, sostenendo le imprese in una fase nella quale il quadro internazionale continua a rimanere particolarmente complesso».
Indagine II trimestre 2026
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