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Rapporto di Previsione CSC – Primavera 2026

26/03/2026


Shock energetico e tensioni globali frenano la crescita. Fino a 16 miliardi a rischio sull'export con i dazi USA. Difesa, diversificazione e capitale umano le leve

Il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente può compromettere la crescita dell’economia italiana. È quanto emerge dal Rapporto di Previsione – Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria (pubblicato ieri), secondo cui nello scenario più avverso il PIL nel 2026 potrebbe ridursi fino a -0,7%, a fronte di una previsione di crescita dello 0,5% nello scenario di base.

A incidere in modo determinante è la guerra in Iran, che coinvolge Israele e diversi Paesi del Golfo e ha portato al blocco dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le forniture energetiche globali, con effetti immediati su prezzi e scambi internazionali.


La posizione di Confindustria: servono misure immediate

In questo scenario, Confindustria sottolinea la necessità di una risposta tempestiva e coordinata a livello nazionale ed europeo. La durata del conflitto rappresenta infatti la variabile decisiva per l’evoluzione economica dei prossimi mesi e richiede l’attivazione di misure concrete a sostegno di imprese e famiglie. In particolare, secondo viale dell’Astronomia, diventa prioritario contenere gli effetti dello shock energetico, salvaguardare la competitività del sistema produttivo e rafforzare gli investimenti.

 

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