Cardinali, presidente Confindustria Marche: “La crescita delle imprese una sfida non rinviabile ma serve politica industriale con visione e azione rapida”
Ancona, 2 ottobre 2026 – Una giornata straordinaria per Confindustria Marche, che oggi ha ricevuto la visita del presidente nazionale Emanuele Orsini e del ministro per le imprese ed il made in Italy Adolfo Urso. Davanti ad una platea gremita di autorità, rappresentanti istituzio-nali ed imprenditori, la giornata si è svolta intorno al tema “Il coraggio di cambiare”.
È stato il presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali, ad aprire i lavori. “Oggi cambiare è una necessità – le parole del presidente Cardinali - Cambiano gli equilibri geopolitici, i mercati, le catene del valore. Cambiano le tecnologie. E cambia soprattutto il contesto nel quale le nostre imprese sono chiamate a competere. Una regione fortemente manifatturiera ed espor-tatrice come la nostra non può limitarsi a difendere ciò che ha costruito. Serve crescere dimensio-nalmente, nelle competenze, nell’organizzazione, nella capacità d’investire e nella presenza inter-nazionale. Un anno fa abbiamo presentato una visione coraggiosa per il futuro delle Marche, con tre obiettivi cruciali: crescita, attrattività per investimenti, talenti e nuove filiere, sviluppo equili-brato e sostenibile. Le piccole imprese vanno accompagnate in percorsi di aggregazione, collabo-razione, cambiamento organizzativo e crescita. Serve una politica industriale solida, con visione lunga ed azione rapida: è l’unica ricetta che abbiamo per far sviluppare il Paese, per attrarre e mantenere gli investimenti. Dobbiamo trasformare la nostra storia manifatturiera in tecnologia e nuovo valore”.
“Dal dialogo con le imprese cogliamo una esigenza di supporto per la crescita, per investimenti in innovazione, sviluppo all’estero e digitalizzazione, aspetti fondamentali per mantenere la competi-tività, restare orientati alla crescita e aprirsi a nuovi mercati, affrontando con fiducia la comples-sità del contesto - ha spiegato Alessandra Florio, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo - Intesa Sanpaolo è la banca che affonda le proprie radici nel territorio e, anche grazie alla collaborazione costante con il mondo imprenditoriale e confindustriale, risponde al cambiamento e alle esigenze delle imprese con disponibilità di credito e strumenti adeguati alle nuove sfide, dalla finanza straordinaria agli investimenti in innovazione e sviluppo sui mercati esteri. Nei primi otto mesi di quest’anno, nell’ambito della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, abbiamo erogato alle PMI delle Marche 700 milioni di euro di nuovi finanzia-menti a medio lungo termine, che raggiungono quota 1,1 miliardi comprendendo famiglie e privati”.
Giovanni Foresti del research department Intesa Sanpaolo ha illustrato i risultati dello studio Sce-nario economico e prospettive dell’industria italiana. A seguire, Marco Cucculelli del Centro studi Confindustria Marche ha presentato l’indagine prospettica sulle industrie marchigiane, sondaggio condotto al 30 settembre su 722 imprese, con aggiornamenti sul precedente studio effettuato nel mese di luglio.
La mattinata è proseguita con un panel che ha visto gli interventi dell’assessore regionale allo sviluppo economico Giacono Bugaro, di Fabiana Scavolini, amministratore delegato Scavolini Spa, di Gaia Campetella, governance and operations manager di Campetella Robotica Center Srl, di Stefania Bergamaschi, direttrice commerciale imprese Emila Romagna e Marche per Intesa Sanpaolo e di Daniele Migliavacca, direttore sales Canale diretto Tinexta Innovation Hub.
Sono poi intervenuti il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. “Negli ultimi anni nel mondo hanno prevalso i conflitti e si è destrutturata la globalizzazione. C’è chi prevedeva un collasso dell’economia italiana per le politiche protezionistiche americane, invece l’export è aumentato, sia in generale che verso gli Usa. Crescono anche gli investimenti esteri in Italia e sulla borsa italiana. In un mondo dominato da paura e incertezza Italia cresce nel mondo e mondo cresce in Italia. Questo accade perché il nostro sistema produttivo è più resiliente e diversificato degli altri. Abbiamo approvato un disegno di legge sul nucleare, questa è una riforma strutturale”.
Il presidente delle Marche Francesco Acquaroli ha evidenziato che “il sistema industriale delle Marche ha dimostrato grande capacità di resilienza; anche davanti a trasformazioni profonde e difficoltà imprevedibili come pandemia, guerra e aumento dei costi dell’energia, ha saputo tenere duro. Oggi affrontiamo la crisi del sistema del "bianco", asset fondamentale nella nostra Regione. Per questo la Zes rappresenta un'opportunità importante, così come è importante l'attenzione del Ministro Urso e del Governo in ogni occasione, dalla ricostruzione post sisma alle vertenze industriali e nel potenziare infrastrutture e aeroporto. Oggi dobbiamo guardare avanti: il nostro sistema deve continuare a innovare, a guardare ai mercati esteri e allo sviluppo. Solo affrontando tutti insieme questa fase complessa possiamo costruire le condizioni per mantenere e rafforzare il sistema industriale”.
Ha concluso la mattinata il presidente di Confindustria Emanuele Orsini: “L’Europa non ha nessuna politica industriale. C’è invece bisogno di lavorare affinché le catene del valore della produzione restino in Europa e che non diventiamo dipendenti dalla catena di valore cinese. Per farlo serve fare debito pubblico. Noi diciamo che serve salvaguardare l’industria anche a rischio di fare infrazione delle normative europee. Oggi vediamo che la mancanza di produttività si registra in particolare sulle piccole e micro imprese. Abbiamo chiesto al Governo agevolazioni fiscali per chi si aggrega per migliorare efficienza e produttività”.
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